Cosa provoca piacere nelle pratiche BDSM

Cosa provoca piacere nelle pratiche BDSM

Il mondo del BDSM è un universo davvero ampio e variegato, ricco di molteplici pratiche che prevedono l’utilizzo sia della fantasia che di alcuni specifici strumenti. Attraverso le pratiche BDSM, dalle più soft alle più estreme passando per tutte le sfumature intermedie, sia il Master o la Mistress che lo/la Slave arrivano, in modi opposti, all’eccitazione e al piacere. Ma cosa, esattamente, provoca il piacere nelle pratiche BDSM? 

Alcune tra le più diffuse pratiche BDSM

Prima di capire quali sono i principali elementi che provocano piacere nelle pratiche BDSM, conosciamo meglio le più diffuse. Partendo dalle più soft, possiamo elencare l’adorazione dei piedi e il trampling, il bondage con corde e bende, l’umiliazione verbale e psicologica, fino ad arrivare a forme di sodomizzazione più forti come tutto ciò che ruota attorno al clinical,(sonde uretrali, elettrostimolazione, iniezione salina,  aghi, clistere, fisting, strapon, morsi, tagli,) fino ad arrivare alla tortura degli organi genitali (come il ballbusting e il CBT). 

Altre pratiche pesanti sono:  controllo del respiro (waterbording, soffocamento con busta o vacumbad), frustate molto dure e all’umiliazione fisica attraverso scat e pissing, All’interno di questo spettro ci sono davvero un’infinità di sfumature e di pratiche che si possono svolgere in modo più o meno leggero, come la furnifilia, le frustate (o altri strumenti) e vari giochi di ruolo. 

Cosa provoca piacere nelle pratiche BDSM?

Ma qual è l’elemento in grado di procurare piacere in questo elenco di pratiche che, viste dall’esterno, sono perlopiù dolorose?

Innanzitutto è bene sapere che nel mondo del BDSM il piacere è presente senza dubbio a livello fisico e biochimico, grazie all’orgasmo, alle endorfine, all’ossitocina e all’adrenalina rilasciate durante le sessioni, ma ancora di più a livello mentale, grazie essenzialmente al legame che si crea tra la persona che domina e quella che viene dominata. 

La dominazione, infatti, ha un funzionamento fortissimo a livello mentale, prima ancora che sul piano fisico: è infatti noto che molto spesso la penetrazione è addirittura assente e non contemplata nelle pratiche BDSM, tranne nei casi di fisting e strapon.

Il legame tra dominante e dominato

Il legame tra la figura dominante (Master o Mistress) e quella dominata (lo/la Slave) è molto potente, anche se si instaura per una sola sessione, e si basa sulla reciprocità e sulla dipendenza. Alla base di questo legame deve esserci necessariamente la fiducia, in modo che gli slave possano  sentirsi liberi di essere se stessi al cento per cento e di esplorare ed eventualmente superare i propri limiti, fisici e mentali. 

Proprio grazie a questa fiducia (che si traduce anche in una esplicita safe-word, cioè la parola di sicurezza che, se pronunciata, fa interrompere immediatamente la pratica) e legame sincero che s’ instaura il dominante e il dominato possono permettersi di portare all’estremo la pratica senza temere per la propria o per l’altrui incolumità.

A seconda del ruolo che si ricopre, poi, esiste un differente tipo di piacere proveniente dalle pratiche BDSM.

Il piacere nel dominante (Master o Mistress)

Per il Master/Mistress, il piacere e il godimento derivano essenzialmente dalla libertà di poter fare ciò che si vuole (ovviamente nei limiti concordati) del proprio Slave, in base a quanto reciprocamente stabilito.

Il piacere nel dominato (Slave)

Al contrario, per lo schiavo il piacere deriva dalla totale sottomissione al suo padrone e dalla volontà di soddisfare ogni suo desiderio, dal fatto di essere in una posizione di inferiorità rispetto all’altro e di non avere la facoltà di fare nulla di propria spontanea volontà. 

Come per il Master, anche per lo Slave il piacere proviene essenzialmente da una stimolazione mentale e dalla libera espressione delle proprie fantasie.

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